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MEMORANDUM, festival di fotografia storica

Il progetto, nato nel 2009 da un’idea di Fabrizio Lava e Alessandro Luigi Perna, è promosso e organizzato da Associazione Stilelibero, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.

COSA
Ad oggi non esiste per gli archivi fotografici un’istituzione alla stregua degli Archivi di Stato, ciò fa sì che il patrimonio fotografico, storico (ma anche contemporaneo) sia frammentato, archiviato secondo criteri non omogenei e pertanto di difficile fruizione.
Il progetto Memorandum ha l’obiettivo di valorizzare gli archivi fotografici storici e dare impulso agli studi e alle attività connesse alla loro gestione e valorizzazione. Per farlo si propone di realizzare una serie mostre che utilizzando diversi linguaggi, rendono visibili, in alcuni casi per la prima volta, immagini di forte impatto emotivo ponendo l’accento su episodi salienti della memoria collettiva.
Lo scopo del progetto è, da un lato, quello di avvicinare il grande pubblico alla fotografia storica e ai temi della conservazione della memoria, spesso oggetto d’attenzione solo da parte degli addetti ai lavori. Al contempo la rassegna vuole avviare una discussione su temi e problematiche legate all’archiviazione, con l’obbiettivo di dare vita a nuove forme di cooperazione, tra gli operatori del settore, per la gestione e la messa in valore dei fondi fotografici storici e non solo. Attraverso workshop e altri momenti d’incontro, il festival si pone come collettore di contatti e come attivatore di competenze.

DOVE
Torino /Museo Regionale di Scienze Naturali / aprile-maggio 2013 (date da definire)
Biella / Spazio Cultura Fondazione Cassa di Risparmio di Biella; Museo del Territorio Biellese
Roma /Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; Museo nazionale preistorico etnografico “Luigi Pigorini”

OBIETTIVI
• Valorizzazione delle immagini fotografiche, degli eventi storici ad esse collegati, stimolando una riflessione sulla gestione della memoria collettiva e privata.
• Valorizzazione degli archivi. Le mostre del festival vogliono essere “un assaggio” dei fondi fotografici nella loro interezza stimolando così l’attenzione del pubblico e nuove partnership tra enti.
• Rilanciare l’immagine culturale della città di Biella e del suo territorio, riportandola ad essere Capitale della Fotografia, quale era ad inizio secolo prima ancora di essere capitale del tessile, grazie all’opera di Sella, Piacenza e De Agostini, per citare solo alcuni nomi. In questo momento di recessione economica, un progetto culturale, di fatto collegato alle origini della città può diventare il volano per un piano di marketing territoriale.
• Avviare un dibattito sui criteri d’archiviazione e sulle problematiche (sia concettuali che di ordine pratico) che chi si occupa di archivi è chiamato ad affrontare. Creazione di una rete di operatori del settore e di nuove sinergie che consentano la condivisione di informazioni e competenze, e l’avviamento di una collaborazione tra soggetti pubblici e privati che, con ruoli e modalità diverse, operano nello stesso campo.
• La fotografia come memoria storica, custodire la memoria. La fotografia contribuisce in maniera determinante alla costruzione di una memoria storica, non solo attraverso le icone più note che ormai appartengono all’immaginario collettivo, ma anche grazie agli scatti meno conosciuti (a volte del tutto sconosciuti) che però testimoniano eventi storici e privati svelando stili di vita e trasformazioni sociali, culturali, urbane, industriali.
• Avvicinare il grande pubblico al tema della fotografia storica. Se archivisti e addetti ai lavori continueranno a costituire l’utenza principale e più attiva degli archivi, il festival si attiva perché essi non ne siano più gli unici fruitori.
• Garantire continuità al progetto per svilupparlo ulteriormente.


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