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Itinerari Sardi

Riscoperta, valorizzazione, esposizione. Il progetto Itinerari Sardi si prefigge una lettura del patrimonio paesaggistico della Sardegna contemporanea, in chiave fotografica, scaturita dalla rilettura e dallo studio dell’esperienza esplorativa del generale e scienziato Alberto Della Marmora.

Rilettura per immagini degli itinerari attraverso la Sardegna del Generale Alberto Della-Marmora dal 1819 al 1860

Da una idea di: Piercarlo Gabriele in collaborazione con Fabrizio Lava
In collaborazioni con: Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino

L’idea
Riscoperta, valorizzazione, esposizione. Il progetto Itinerari Sardi si prefigge una lettura del patrimonio paesaggistico della Sardegna contemporanea, in chiave fotografica, scaturita dalla rilettura e dallo studio dell’esperienza esplorativa del generale e scienziato Alberto Della Marmora. La conseguente re-interpretazione fotografica dei suoi itinerari è dentro ad una mostra che valorizza il territorio sardo e l’esploratore da una. Il progetto prevede la ri-visitazione dei luoghi descritti dal Della Marmora nella sua opera “Itineraire de l’ile de Sardaigne” la cui prima edizione italiana data del 1868, (a cura di Giovanni Spano).
La prima parte della mostra fotografica itinerante è stata inaugurata presso il Ghetto di Cagliari il 26 giugno 2009, ado oggi si sta progettando il suo completamento espositivo presso il Museo di Scienze Naturali di Torino al fine di valorizzare le preziose collezioni donate dal La Marmora al Museo stesso.

Elementi del progetto
Mostra fotografica itinerante di circa 100 stampe fine art su carta baritata al cloro-bromuro d’argento accompagnata da un volume di formato 24x 32 cm, di 160 pag.

Le fotografie
Le fotografie sono affidate a Piercarlo Gabriele, con la collaborazione di Fabrizio Lava e saranno realizzate con apparecchi di grande formato utilizzando lastre emulsionate ai sali d’argento, le stampe sono in formato 40x50 e stampate su carta baritata.
Di seguito sono elencati gli itinerari principali descritti dal La Marmora, lungo cui verranno realizzate le immagini del progetto:
• da Cagliari verso il Sarrabus e Gerrei
• da Cagliari verso il Sulcis
• Zona di Lanusei; Gennargentu; Monte Arci
• Oristano e il Sinis
• Da Oristano ad Alghero
• Da Oristano a Macomer; Valle del Tirso; Nuoro; Orosei; Bosa
• Da Macomer a Torralba; da Alghero a Terranova
• Sassari; la Nurra; Asinara; Porto Torres; Sorso; Castelsardo
• L’Anglona e la Gallura
punti fondamentali delle triangolazioni topografiche per la carta di Sardegna.

Perché… di Pier Carlo Gabriele
Itinerari Sardi nasce da un idea semplice o meglio da un desiderio istintivo, una passione, che da sempre ha condizionato il mio modo di essere: esplorare il luogo in cui mi trovo. Questo desiderio da semplice istinto a girovagare, a vedere sempre oltre l’ostacolo all’orrizonte, è diventato con il tempo per me uno strumento di conoscenza che mi permette di immergermi in un luogo, in uno spazio fisico. Quindi inizia la progressiva appropriazione da parte mia dello spazio circostante: del paesaggio che mi avvolge con i suoi mutevoli caratteri fisici e umani sempre diversi come anche sempre uguali ed immutevoli quando scomposti nei loro elementi essenziali.
La Sardegna, regione in cui mi sono trovato a vivere negli ultimi anni, non ha fatto eccezione a questo mio modo di essere: tuttavia per quanto si tratti di una regione turistica e pertanto abbondantemente coperta dalla letteratura di settore con guide di ogni tipo non sono riuscito a trovare nulla che potesse introdurmi ad un territorio così ricco di microcosmi al di fuori delle blasonate località balneari.
La scoperta da parte mia dei copiosi scritti di Alberto Della-Marmora, geografo ante-litteram, che descrivono i viaggi del generale piemontese attraverso tutta la Sardegna in un arco di tempo che va dal 1819 al 1857, mi ha letteralmente affascinato per la ricchezza di dati e descrizioni che vi si ritrovano. Come logica conseguenza l’opera del La-Marmora divenne subito la “Guida” a cui attingere per scoprire l’Isola. Inoltre la chiara impronta naturalistica e la rigorosa metodologia scientifica dell’esploratore e cartografo sabaudo ben sono prossime alla mia formazione di geologo oltre che di fotografo.
Ecco allora che prese forma l’idea del progetto “Itinerari Sardi” come una riscoperta di quella parte più autentica della Sardegna che è l’entroterra, preservato dagli itinerari di massa, ricco di fascino e di cultura e come tale da scoprire e al tempo stesso da preservare. Dare un volto alle descrizioni ed agli itinerari del La-Marmora avvenuti in un epoca in cui la fotografia era dapprima sconosciuta e poi agli albori è di per sé un emozione ed un doveroso tributo ad un personaggio che ha marcato il suo tempo con una forte ed eclettica personalità tramandando alle generazioni future delle pietre miliari del prograsso tecnico e scientifico quale la rappresentazione cartografica del territorio fino ad allora praticamente inesistente per la Sardegna prima che Lui la realizzasse. Il La-Marmora non si limitò allo sola definizione della superficie, in termini topografici, del territorio sardo come testimoniato dai diversi volumi del “Voyage en Sardaigne” dedicati alla geologia, alle scienze naturali, all’archeologia ed a più generali aspetti di costume e società dell’epoca come anche ad aspetti che oggi rientrano nella geografia economica.
Tornando però all’aspetto del viaggio di scoperta o di conoscenza in senso lato che maggiormante si lega al progetto fotografico in oggetto, dei diversi volumi che compongono il Voyage en Sardaigne quelli che maggiormente forniscono indicazioni sui diversi percosi attraverso l’isola sono i tre volumi noti come “Itinéraire de l’île de Sardaigne” stampati a Torino nel 1860, pochi anni prima della sua morte, e che rappresentano una sorta di compendio dei viaggi del La-Marmora in Sardegna protrattisi per oltre 40 anni.
Infine, vista la ricchezza di descrizioni come anche di tavole e schizzi illustrativi delle opere del La-Marmora, una rivisitazione in chiave fotografica di luoghi percorsi e descritti circa due secoli or sono potrà rappresentare uno spunto di riflessione sull’evoluzione del paesaggio sardo nelle sue diverse componenti, da fisiche ad antropiche e culturali.


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